L'ampliamento a fine Settecento @ Il primo Ampliamento barocco

da Collezione Simeom ASCT

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L'ampliamento a fine Settecento

Nella seconda metà del Settecento la "città nuova" si completa attraverso un intensificarsi delle cortine edilizie e dell'interno degli isolati. Questo fenomeno, esteso a gran parte della città, è dovuto ai pochi spazi interni alla rigida scacchiera chiusa tra le mura, a fronte di un aumento della popolazione. Gli edifici vengono sopraelevati e si raggiungono quasi ovunque i cinque piani. Tuttavia un editto di Carlo Emanuele II impone per la contrada Nuova il divieto di costruire al di sopra del cornicione degli edifici. Nella parte meridionale della città restano molti dei giardini che avevano caratterizzato i primi palazzi barocchi, a dispetto degli editti ducali che esigevano la continuità degli edifici sul filo degli isolati. I giardini e gli orti che si notano nelle carte di fine Settecento sono anche parte dei numerosi conventi, concentrati soprattutto nella "città nuova".

Nella pianta di Torino si notano i giardini concentrati nella parte meridionale della città. Sono giardini e orti dei conventi e dei primi palazzi sorti nell'ampliamento.

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